Il gallerista Cesare Manzo si rammaricava di essere troppo povero per organizzare a New York una mostra di Daniela D'Arielli. Al tavolo di un ristorante di Pescara raccontava del talento di quella "ragazzina che si era presentata all'inaugurazione della sua mostra con pinne e maschera". Un genio, la definiva, una grande artista.
Era affascinato dalle immagini distorte dall'acqua che D'Arielli catturava con la macchina fotografica immersa in piscine o pozzanghere e poi riportava sulle tele.

Nella mostra che le organizzò nella sua galleria di Roma il soffitto era occupato dalla visione del pelo dell'acqua come dal fondo di una piscina.
E l'acqua, spiega D'Arielli, nel suo sito, "è il mio santuario e il mio laboratorio. La stessa azione del pensare somiglia all'acqua". "E' il mio tema omnicomprensivo", aggiunge, " con cui esploro i confini mutevoli tra reale e percepito, naturale e artificiale, ricordo e memoria, visibile e invisibile".

D'Arielli aggiunge che nella sua ricerca l'acqua "diventa un modello interpretativo con cui decostruire e reinventare limiti e confini culturalmente costruiti". E spiega che con la sua disposizione al cambiamento, l'acqua l'aiuta a "ridefinire dinamiche personali e sociali".
D'Arielli lavora con la pittura, la fotografia e l'installazione. La sua pratica artistica multidisciplinare si nutre di una fascinazione particolare. Quella che l'artista prova "per tutti i processi in bilico tra natura, scienza, tecnologia e spiritualità".

L'affascinano anche "le pratiche fisiche e manuali che perpetuano e rinnovano i legami con i rituali e le forma". E le "tecniche antiche tra alchimia e chimica, per la luce e il buio e le informazioni sul mondo che ne derivano, cioè i colori".

L'ecosistema, scrive ancora nel suo sito "è l'unico sistema di cui mi sento parte e nell'avvicinamento finisco con l'immersione".
Daniela d’Arielli è nata a Ortona nel 1978, vive e lavora a Francavilla ed è docente di Design del colore presso l’ISIA Design di Pescara.
Instagram
Galleria Monitor
Galleria Ceravento
Se non attribuite le foto sono tratte dai social dell'artista o dai siti delle sue mostre
