Daniela D’Arielli

Il gallerista Cesare Manzo si rammaricava di essere troppo povero per organizzare a New York una mostra di Daniela D'Arielli. Al tavolo di un ristorante di Pescara raccontava del talento di quella "ragazzina che si era presentata all'inaugurazione della sua mostra con pinne e maschera". Un genio, la definiva, una grande artista.

Era affascinato dalle immagini distorte dall'acqua che D'Arielli catturava con la macchina fotografica immersa in piscine o pozzanghere e poi riportava sulle tele.

Il soffitto dipinto per la mostra Stile Libero del 2010 nella galleria Manzo a Roma
Il soffitto dipinto da Daniela D'arielli per la mostra Stile Libero del 2010 nella galleria Manzo a Roma

Nella mostra che le organizzò nella sua galleria di Roma il soffitto era occupato dalla visione del pelo dell'acqua come dal fondo di una piscina.

E l'acqua, spiega D'Arielli, nel suo sito, "è il mio santuario e il mio laboratorio. La stessa azione del pensare somiglia all'acqua". "E' il mio tema omnicomprensivo", aggiunge, " con cui esploro i confini mutevoli tra reale e percepito, naturale e artificiale, ricordo e memoria, visibile e invisibile".

L'opera di Daniela D'Arielli I porti d'Italia, busta da lettera di carta, acqua di mare, acquerello blu
L'opera di Daniela D'Arielli I porti d'Italia, busta da lettera di carta, acqua di mare, acquerello blu

D'Arielli aggiunge che nella sua ricerca l'acqua "diventa un modello interpretativo con cui decostruire e reinventare limiti e confini culturalmente costruiti". E spiega che con la sua disposizione al cambiamento, l'acqua l'aiuta a "ridefinire dinamiche personali e sociali".

D'Arielli lavora con la pittura, la fotografia e l'installazione. La sua pratica artistica multidisciplinare si nutre di una fascinazione particolare. Quella che l'artista prova "per tutti i processi in bilico tra natura, scienza, tecnologia e spiritualità".

Daniela d'Arielli, A te, opera esposta alla galleria Monitor Pereto, ph. Giorgio Benni
Daniela d'Arielli, A te, opera esposta alla galleria Monitor Pereto, ph. Giorgio Benni

L'affascinano anche "le pratiche fisiche e manuali che perpetuano e rinnovano i legami con i rituali e le forma". E le "tecniche antiche tra alchimia e chimica, per la luce e il buio e le informazioni sul mondo che ne derivano, cioè i colori".

Stella del destino, una delle opere di D'Arielli per la mostra alla galleria Ceravento
Stella del destino, una delle opere di D'Arielli per la mostra alla galleria Ceravento

L'ecosistema, scrive ancora nel suo sito "è l'unico sistema di cui mi sento parte e nell'avvicinamento finisco con l'immersione".

Daniela d’Arielli è nata a Ortona nel 1978, vive e lavora a Francavilla ed è docente di Design del colore presso l’ISIA Design di Pescara.

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Progetto The Bogong Symphony

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