Lea Contestabile

Vecchie trine, passamaneria, tarlatana che Lea Contestabile usa per velare vecchie fotografie o creare installazioni multicolori. Lavori che nascono dal profondo interesse dell'artista per l'infanzia e la sua memoria.

Opera di Lea Contestabile, Mio padre fissò un’emozione io vorrei restituirvi un sorriso, (2020). ph. Giorgio Benni
Mio padre fissò un’emozione io vorrei restituirvi un sorriso (2020), foto, tarlatana, lino, passamaneria, filo, ph. Giorgio Benni

Nata a Ortucchio, in provincia dell'Aquila, nel 1949, Contestabile è stata docente all'Accademia di Belle Arti dell'Aquila, assistente di Fabio Mauri e fondatrice del MuBAq, il Museo dei Bambini dell'Aquila. E in occasione dell'anno in cui è stata Capitale italiana della cultura 2026, la città le ha dedicato una grande antologica curata da Mariano Cipollini.

Una sala di palazzo Benedetti durante la mostra antologica di Lea Contestabile
Una sala di palazzo Benedetti durante la mostra antologica di Lea Contestabile

La mostra a Palazzo Benedetti, intitolata “Con le mani sporche di terra ti ho baciata”, ha celebrato i 50 anni di attività dell'artista. Un percorso intenso tra memoria, identità, materia e radici.

Dice di lei il curatore della mostra Mariano Cipollini: "Lea Contestabile fa riaffiorare volti e scelte di un tempo ormai concluso, in cui il turbamento, di matrice ancestrale-evocativa, è vena creativa".

Opera di Lea Contestabile per la mostra Ed io avrò cura di te (2018), ph. Giorgio Benni
Opera esposta nella mostra Ed io avrò cura di te (2018), ph. Giorgio Benni

Tra arazzi, tappeti, terrecotte, simulacri religiosi e pagani, continua Cipollini, Contestabile "poetessa caparbia e puntigliosa, fa dei piccoli o grandi racconti modellati sulle peculiarità morfologiche del suo territorio".

Contestabile, aggiunge Cipollini, "trascrive l'archivio in suo possesso non per evocare rimpianto". Ma "per concepire collegamenti disponibili a colmare le esigenze della contemporaneità la cui meta ultima agogna l'eternità».

Un'opera di Lea Contestabile esposta nella mostra del 2021 a Pereto Giocando con i Ricordi, ph. Giorgio Benni
Installazione nella galleria Monitor di Pereto per la mostra Giocando con i Ricordi (2021), ph. Giorgio Benni

Per la gallerista Paola Capata Contestabile è "un'artista che non ha paura di avvicinarsi all’artigianato", ed è sempre stata "volutamente outsider". "Tocca i temi di genere, declinati al femminile, di una determinata generazione", aggiunge, "ma in maniera molto intima, totalmente incurante delle dinamiche che sottendono il mondo dell’arte".

Un'opera di Lea Contestabile esposta nella mostra all'Aquila: Con le mani sporche di terra ti ho baciata
Un'opera esposta nella mostra Con le mani sporche di terra ti ho baciata

Le opere di Contestabile, spiega ancora Capata in un'intervista di Giorgia Basili su Arttribune, "seguono un filo conduttore prettamente biografico".Infatti, aggiunge, "molte delle sue riflessioni sono legate alla casa ma soprattutto al padre, fotografo che ha documentato molti fatti di Ortucchio lasciandone una importante memoria".

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