Corpo e materia sono i due strumenti del lavoro artistico di Mara Albani. L'artista pescarese, classe 1997, ha costruito la sua ricerca su una pratica introspettiva interdisciplinare. Le sue opere spaziano dalla scultura alla pittura, dall'installazione al video alla performance.
Nei suoi lavori il corpo assume spesso una forma misteriosa. Albani l'intende come nodo da sciogliere e spazio simbolico. Luogo in cui si palesano rivelazioni sull'essere piuttosto che materia e realtà.

Così per Albani l'atto artistico diventa strumento per chiedersi quale siano le ragioni dell'esistenza. E la rappresentazione delle contraddizioni del vivere diventa forma e sostanza dell'opera.
Ma per Albani l'atto artistico non è azione da consumare in solitudine. Come altri artisti della sua generazione, spesso lavora in gruppo, come ad esempio con il collettivo Contempostranea, fondato nel 2021 dalla coetanea Chiara Di Carlo.

Insieme alle artiste Sabrina Iezzi, Patricia Piccioni, Angelica Reale e Caterina Sablone, Di Carlo e Albani hanno dato vita a Contempostranea, rassegna di arti visive in spazi suburbani.
Le artiste lavorano in vecchie stazioni in disuso, casali diruti, pensiline e altri luoghi lasciati in abbandono. In questo modo le vecchie strutture riprendono vita per brevi periodi grazie a interazioni artistiche provvisorie.

Diventano possibili luoghi museali dove l'arte crea interazioni tra società e natura. Le strutture in abbandono diventano strumenti d'arte attraverso l'uso dei media più disparati. Dalla performance art a installazioni sonore, dalla scultura agli affiche, alla fiber art.

Albani ha anche partecipato ad alcune iniziative della galleria Yag Garage di Pescara e al collettivo Parole Attese. In questo gruppo di artiste, oltre a Sabrina Iezzi che era anche in Contempostranea, ci sono Francesca Perniola e Alice Tonelli.
Con il collettivo Parole Attese, Mara Albani, ha dato vita al progetto "Se sia anche per loro una liberazione". La performance è stata messa in scena a maggio 2026 durante il Festival dei Piccoli Turismi a Massa Martana in Umbria.

In questa occasione le artiste si sono mostrate come una sola presenza: quattro corpi uniti da un unico abito che offrono frammenti di natura, cura e memoria. "Attraverso gesti rituali, sussurri e silenzi", si legge nel sito dell'evento, "il collettivo invita lo spettatore a un atto minimo di accoglienza". Un gesto in cui "l’umano e il naturale si sfiorano in una dimensione poetica".
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YagGarage
Parole Attese a Viaticus Festival
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