Il suo sogno nel cassetto? Resuscitare Fuori Uso, l'evento creato dal gallerista Cesare Manzo che portava negli edifici dismessi di Pescara i più interessanti artisti del momento. Danilo Sciorilli l'ha confidato l'anno scorso a Melania Zizi che lo intervistava in quanto vincitore del Premio Michetti Giovani 2024.
Nato ad Atessa, in provincia di Chieti, nel 1992, Sciorilli è rimasto molto legato all'Abruzzo benché oggi viva e lavori a Torino. Studi all'Accademia di Belle arti di Urbino, diploma di Pittura e poi biennio in Arti Visive Contemporanee. La via dell'arte una scoperta iniziata sui banchi di scuola.

Nel suo sito racconta che era appassionato solo di scienze e in particolare di astronomia, così a scuola nelle ore delle materie letterarie disegnava. E disegnava soprattutto donne nude.
La scienza è per lui come l'arte: un modo di conoscere il mondo e la realtà. I temi che esplora sono la vita, la speranza, la morte, l'immortalità, il tempo. Li attraversa e li ripropone con la leggerezza ironica di video, disegni, installazioni e happening sorprendenti.

Come nel 2022 al TanExpo di Bologna, la più grande fiera europea di servizi cimiteriali, con la personale dal titolo “No Time To Die” a cura di Giacinto Di Pietrantonio.
La mostra si sviluppava su mille metri quadrati in cinque opere site-specific che ricalcavano gli strumenti tipici del marketing. Su cartelloni pubblicitari, spot, locandine e confezioni di prodotti vari Sciorilli prometteva di vendere l'immortalità a chi lo avesse chiamato al cellulare.

Coerentemente con la sua poetica esplora il concetto di morte in una dimensione che si muove tra il personale e il collettivo. Nei suoi lavori Sciorilli invita con ironia lo spettatore a riflettere sull'esistenza e sul significato della sua fine.

L'artista spiega quale pensiero lo guida in questa dichiarazione che chiude il suo sito.
Dichiarazione
Dio è morto – scrive Nietzsche – e da questa nullificazione, dal bianco che questa morte ha originato, invece di vedere la fine di tutto, ho intravisto la libertà di creare qualsiasi cosa; abbracciando attivamente la mia visione nichilista dell'esistenza.

L'uomo non ha più uno scopo, e forse a causa di questa mancanza, egli stesso è carente. Ciò che manca è l'accettazione – come aggiungerebbe Cioran – che l'uomo è ciò che non è, e che nella sua stessa caducità e nella natura effimera del suo divenire, l'uomo dovrebbe vedere l'unica possibilità di agire, di andare oltre.
Se l'uomo è una corda tesa sul nulla, da cui ha origine e a cui tornerà, il gioco della vita sta nel cercare di attraversare questa corda tesa.

In effetti, il fulcro del mio lavoro è il concetto di fine e il tentativo di superarlo. Attraverso certe versioni di me stesso, spero e allo stesso tempo mi illudo di sopravvivere alla morte, nell'utopico equilibrio tra realtà e finzione. Questo limite, infatti, non esiste e decade il concetto di teatralità, poiché non esiste un punto in cui finisce la vita e cominciano l'arte e lo spettacolo.
Foto dal sito dell'artista
danilosciorilli.com
